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Scatta & Fuggi Granada PDF Stampa E-mail
Sabato 07 Novembre 2009 12:26

Orio al Serio, 29/10/2009 15.00
Il viaggio è iniziato. Metro, stazione centrale e bus per l’aeroporto. Prima novità nel gruppo storico la crea Daniel, in quanto a detta sua questo potrebbe essere l’ultimo viaggio, causa fidanzamento: uomo debole! Benissimo. W la donne. Bhà. Seconda novità, ha la febbre. Viene ugualmente, stoico. Non infierisco sulla prima notizia. Penso un po’ a me, e alla carta del bagaglio combo che ho deciso di giocarmi per questo viaggio. Trolley con all’interno tamrac per gli spostamenti in città. Tempo pessimo sulla lombardia, coperto, previsioni di Granada splendide, sole e caldo. All’arrivo, dovremmo trovare un autobus per il centro facilmente, ovviamente qualcuno ha dimenticato le mappe stampate da google, non è importante sarà più divertente senz’altro.

Volo Ryanair 4647 16.30
Decollati, solita ressa furibonda al gate. Sorrido guardando chi paga per l’imbarco prioritario. Non riesco a capire come si possa pagare per salire prima. Strana gente. Bagaglio fuori peso il mio di quasi due chili, ma è passato senza problemi, le misure erano quelle giuste. Nessun controllo ai varchi stavolta. Strano. Stranissimo. Quasi mi dispiaceva. Avevo predisposto la valigia in modo che avrei potuto tirar fuori macchina tripod e tutto velocemente, invece nulla. Pazienza meglio così.

 

18.00
Il volo è lungo, e già prima del decollo inizio a fare la conoscenza del signor Mario mio compagno di poltrona. Un pensionato che ormai da 22 anni ha deciso di vivere a Granada. Trasferitosi qui per lavoro ha sposato una donna spagnola e oggi torna dopo un mese passato nel suo paese natale in Calabria. Mi racconta della vita a Granada, dei suoi ritmi, delle sue usanze, di come sta crescendo, si sta sviluppando, del suo fascino. E’ innamorato Mario si vede, emerge ad ogni parola il suo amore verso questa città. Siamo sul mediterraneo. Il volo costeggia tutta la costa spagnola fino a Valencia per poi penetrare l’entroterra verso la Sierra Nevada. Parliamo di prosciutti olio di oliva e donne. Ne tesse le lodi. Donne italiane assolutamente da bocciare dice lui. E non gli do torto aggiungo io. Avrei voluto chiedergli di più, ma la discrezione e il poco tempo non me lo concedono.

 


Granada, 24.00
Anche questa lunga giornata sta per concludersi. Su questa grande terrazza che domina parte dell’Albaicin, il quartiere arabo di Granada posto a fianco del promontorio dell’Alhambra scrivo queste ultime righe. Dall’aeroporto è stato molto semplice arrivare in città. I bus partono sempre in corrispondenza dell’arrivo degli aerei. L’aeroporto è il più piccolo in cui sono stato. Un piccolo accogliente buco. Pulito e ordinato. Usciti recarsi verso destra, nel piazzale ci sarà il bus per la città. Costo 3€. Da casa qualche giorno prima avevo prenotato la nostra stanza in un ostello che mi ispirava fiducia. 20€ a cranio. Di facile collegamento credevo. Dalla mappa non emergeva però che la strada era tutta in salita sull’acciottolato, roba da prima marcia in auto. E oggi avevo con me il trolley. Grande scelta strategica. Scendiamo dal bus e gente in pantaloncini e infradito ci guarda un po’ allibita. Giacche pesanti e felpe. Nascondi via tutto subito. E così in maniche corte iniziamo la salita. Nel silenzio del quartiere un casino infernale generato dalle rotelle del trolley mi imbarazza non poco. Arrivati nella piazzetta di San Bartolomè non troviamo nessuno che ci risponde al citofono. Nessun problema dopo una telefonata eccoli arrivare. Una coppia di cinquantenni che gestisce l’ostello. Molto, ma molto loquaci. Ci danno una stanza ma c’è un singolo + matrimoniale. Breed dopo Madrid in cui aveva dovuto dividere un matrimoniale con Carmelo si era rifiutato di ripetere l’esperienza. E così con molta gentilezza ci offrono un'altra stanza. Camere pulite bagno in comune e stupenda terrazza con cucina, posto unico. Attorno alle 22 abbiamo lasciato le stanze per un primo giretto nel quartiere. Ci siamo fermati ad ammirare l’Alhambra di notte da Plaza San Nicolàs, un quadro autentico. Domani appuntamento all’alba con la sveglia.

 


 

Alhambra, 30/10/2009 9.30
Serata movimentata nel finale quella trascorsa ieri. Pensavamo di essere soli ma evidentemente non era così. Daniel allaga il bagno come al suo solito quando si fa la doccia, tanto che per entrare serviva lo scafandro. Il casino che ne emerge sveglia gli ospiti della camera accanto, si apra la porta e appare miss “ragassi domani noi lavoriamo”. Daniel si innamora subito. Il mattino dopo saremo noi a svegliarci prima in ogni caso. Donne bugiarde….  Pronti via, colazione abbondante e insieme a Breed lascio l’ostello per cercare la fermata del bus n°32 Albaicin-Alhambra. Daniel ci raggiungerà in seguito poichè sta ancora digerendo la febbre. Con molta facilità e qualche indicazione dei locali sempre gentilissimi troviamo in Plaza San Salvador la fermata. Saliamo sui questi mini-bus davvero interessanti. 8 posti a sedere in totale, piccoli scattanti, devono muoversi con agilità tra i vicoli del quartiere. Costo 1,2€, biglietto che si compra direttamente sul bus stesso. La linea n°32 scende dalla collina dell’Albaicin verso il centro della città, moderno e attuale.

 

 

E’ come un salto tra passato e futuro. Poi punta diretto verso i bastioni dell’Alhambra con decisione, inerpicandosi lungo la strada. Dopo neanche 15 minuti ci siamo. Poca fila davanti alle casse. A causa dei problemi che abbiamo riscontrato in fase di acquisto dei biglietti online, decidiamo di dividerci, io farò la fila per i biglietti in cassa, Breed proverà alle biglietterie automatiche se la sua prenotazione è valida o meno. Alla fine passa prima lui e io abbandono felice la fila. Scrivo tutto questo mentre sono seduto in uno dei cortiletti interni del palazzo Nasdir, assomiglia al chiostro di qualche abbazia, al posto del pozzo solitamente centrale, si erge una bella fontana.

 

14.00
La visita di questa meraviglia, patrimonio dell’umnanità che da sola vale tutto il viaggio è quasi alla fine. Il freschetto del primo mattino è sparito, il sole che ora domina l’andalusia è molto caldo, sembra un giorno di fine primavera in Italia. Immagino che genere di fornace possa essere in estate, sicuramente non ci metterò mai piede in quel periodo. Probabilmente la primavera e l’autunno sono le stagioni migliori soprattutto per la luce e l’ora in cui questa è accessibile specie di primo mattino. L’Alhambra si divide principalmente in tre sezioni. L’Alcazaba, ovvero il bastione che guarda sulla città, l’aera più fortificata, la zona dei palazzi, e salendo verso la collina il Generalife, dove avveniva la coltivazione dei prodotti della terra. Oggi luogo in cui serre e giardini hanno preso il posto di patate e pomodori.

 


 

La vista dall’Alacazaba è veramente impressionante. Sotto la mura inizia l’Albaicin che cresce inerpicandosi anch’essa sul promontorio antistante l’Alhambra. Dall’esperienza di questa visita probabilmente l’ora migliore per godersi la visita è la mattina presto in settimana, quando non è ancora invasa dalle orde barbariche, oppure le ultime ore della sera quando gli ultimi raggi del sole accarezzeranno le mura della fortezza e accenderanno di color arancio vivo i muri bianchi dell’Albaicin. Il buon Daniel verso fine mattinata ci ha raggiunto. Spero di riuscire a fare qualche scatto particolare, soprattutto di autoctoni del luogo, perché di fotografare parti di monumento in cui compaiono turisti in mutande e con compatta mani-al-cielo sono un po’ stanco. Sto scrivendo dalla grande porta che dai palazzi conduce all’Alcazaba e all’ingresso di Nasdir. Rannicchiato in un angolo guardo la miriade di persone che passa, volti sfuocati che mai più ritroverò sul mio cammino. Volti come tanti, storie uniche di vita. Sorrido li vedo passare, li guardo, li osservo, secondi, pochissimi attimi. Ad ognuno di loro un arrivederci non lo nego in cuor mio. Nel pomeriggio avevo intenzione di dirigerci verso la moschea di Granada di cui Breed come musulmano sta cercando informazioni, anch’io per la verità sono curioso di visitarla.

 

 

Sfodera il suo arabo con una facilità disarmante. Qui l’integrazione musulmani-cristiani esiste da quasi 6 secoli, da quando il califfato di Granada dopo un lungo assedio cadde e divenne territorio spagnolo ai danni di quello arabo. Questo fu l’evento che rese possibile il finanziamento di un viaggio all’epoca ritenuto uno sperpero di denaro. Correva l’anno 1492 quando Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona insignirono il loro trono in Granada e un certo Cristoforo Colombo potè partire per il suo viaggio. Il chiacchiericcio dei turisti mi distrae ogni tanto. Ce ne sono di tutti i tipi. Il Nippo è sempre in testa alla classifica, fanno sempre gruppo, ranghi serrati. Se ne trovi uno solo o isolato è un affare assai strano. Francesi presenti, tedeschi, spagnoli tanti, qualche italiano qua e là. E poi gli americani. Riconoscibilissimi per la loro tenuta da battaglia, pantaloncino con calzino fino al ginocchio modello boy-scout, cappellino in testa per lui, gonnone imperiale a fiori e cappello in paglia per lei, più occhialone scuro da mezzo chilo. Sempre così. Solitamente li senti arrivare e capisci che sono loro perché preceduti da suoni onomatopeici tipo “oh yeahhh” oppure “oh my god” ecc ecc Vivi e lascia vivere Sergio dai…

 

Breed è di nuovo in fuga, a volte soffre di mal di compagnia, soprattutto quando ci fermiamo da qualche parte ecco che sguscia via a fare improbabili foto con la sua nuova compattina da battaglia, sverginata in tutti i sensi quando è rovinosamente caduta nei pressi del Generalife. Daniel c’è e non c’è. Per tenerlo a bada c’è la birra. Si lui funziona a birra è l’unico essere umano di questo tipo che conosca. Ci tiene rigorosamente informati sul colore delle sue urine a seconda della qualità di birra trangiugata. Inutile negare di come mi stia rifacendo gli occhi, l’afflusso di donzelle ora è fin troppo abbondante per i miei gusti.

 


 

 

Albaicin, 23.30
Dopo aver lasciato l’Alhambra ci siamo diretti a piedi verso la città. E’ un percorso piacevole in discesa al fresco tra gli alberi prima di entrare nel dedalo di cemento e calce della città. Risaliamo l’Albaicin a piedi ed è fatica pura. Punto di ritrovo ancora il mirador di Plaza San Nicolàs dove ci godremo il tramonto. Abbiamo fatto spesa in un piccolo spaccio, personale sempre cortese e gentile, la zona d'altronde è prettamente turistica. Abbiamo preso del pomodoro del tonno e spaghetti così da cucinarceli a casa. La cena è stata veramente bella. Sull’enorme terrazzo abbiamo cenato in allegria godendoci il fresco e la notte stellata. Ho preferito uscire a fare due passi da solo con un po’ di musica nelle orecchie prima di andare a dormire. E’ stato molto interessante, rilassante finalmente. Al rientro Breed già imbacuccato pronto per la notte Daniel da qualche parte senza guinzaglio. Domani ultimo giorno, con calma, molta calma scenderemo verso il centro e poi rotta verso Casa.

 

 

Albaicin, 31/10/2009 14.30
Alzati di buon ora dopo una colazione stra-abbondante lasciamo l’ostello per tornarci in seguito a raccogliere le valigie. A piedi scendiamo tra i vicoli dell’Albaicin verso il centro della vera città. Questa cresce attorno alla sua Cattedrale letteralmente circondata da case e palazzi. Attorno ai monumenti nugoli di venditori ambulanti e anziane donne andaluse cercando in tutti i modo di guadagnarsi la giornata, lo spettacolo è ripetitivo ma mai noioso. Sotto i tanti porticati è un brulicare di botteghe e negozietti la felicità della turista media. Nonostante Granada significhi Alhambra, è bene precisare che il centro è ben meritevole di una visita anche di una giornata intera nonostante non sia estesissimo. Rilassarsi all’ombra della cattedrale bevendo un buon bicchiere di vino è un modo come un altro per passare qualche ora spensierata. Verso l’ora di pranzo siamo risaliti con il mini bus, con la linea n°31, scendendo in Plaza Nueva. A brevissimo scenderemo per l’ultima volta.

 


 

Bus Granada-Aeroporto Granada Jaèn, 16.15
Arrivato il bus per l’aeroporto puntuale. Uno ogni ora perciò attenzione.  Il volo è quello delle 19.15. La strada non è molta in mezz’ora circa si arriva traffico permettendo. Valuto un po’ le foto, mentre il bus corre sulla strada. Sono soddisfatto parzialmente degli scatti, in un giorno e mezzo ho visto abbastanza ma non tutto, conto vivamente di tornarci. Voglio l’Alhambra con la sierra innevata. E’ una promessa che faccio a me stesso.

 

Volo 4648, sopra Monaco 21.50
Strano volo questo. Controllo del bagaglio severissimo per i primi, sulle misure più che il peso tanto che un ragazzo che stava protestando è stato “avvicinato” dalla Guardia Civil chiamata dagli Stewart. Sul peso nessun problema invece. Probabilmente  ho come l’impressione che se porti una valigia enorme ma vuota creeresti problemi, se invece porti una piccolo beauty case con dentro una panetta di piombo da 50kg allora nessun problema. Temo un po’ per Daniel che ha un zaino che sembra una donna incinta. Invece andrà tutto bene. In volo il comandante ci informa che a Bergamo ci attendono i confortanti 10 c° che l’autunno riserva al nord italia. Sorrido pensando a quella ragazza che ho intravisto salire in ciabatte, t-shirt smanicata e pantaloncino. Morirà a Bergamo o Milano mi chiedo stupidamente? Il volo è trascorso calmo a parte un paio di liti, è anche questo il prezzo del low cost, gente abituata a fare un po’ i comodi propri senza rispetto altrui. Siamo sopra Genova ora, nonostante l’oscurità il gps e le luci aiutano. Il volo è abbastanza lungo per una trasferta europea, armarsi di una buona lettura aiuterà. Non riesco ancora ad addormentarmi in aereo. Devo capire perché.

 

Ostello Moni
Solitamente evito di parlare dei luoghi in cui ho soggiornato in quanto le scelte possono essere diverse dalle mie, ma oggi sono proprio contento di consigliarvi il soggiorno all’ostello Moni. Il luogo è in una posizione molto buona per godersi la tranquillità dell’Albaicin, il mirador di Plaza San Nicolàs è a un tir di schioppo, così come le fermate dei mini-bus. Inoltre il rapporto qualità prezzo è eccellente. Con 20€ a persona si gode di un ottima abitazione, pulita, uso cucina sulla terrazza splendida e colazione inclusa. Inoltre la gentilezza dei proprietari è squisita. Dite che vi manda Sergio da Milano! :)

http://www.hostalalbayzin.com/

 

 


 

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Antonio  - I viaggi   |85.205.253.xxx |2009-11-26 16:38:50
La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che
vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.

Pessoa


Ti riporto
la famosa frase di Pessoa per condividere con te l'immensa passione per i viaggi
e la conoscenza, che da quello che vedo e leggo ci unisce.

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