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Milano, Rotonda della Besana PDF Stampa E-mail
Lunedì 30 Agosto 2010 08:17

Nel 1693 l'ospedale maggiore di Milano, si rese conto della necessità di allontanare il luogo di sepoltura dei poveri morti dall'interno dell'Ospedale, per motivi igienici. Si pensò, quindi, di costruire un cimitero in un luogo isolato della città. Iniziati nel 1695 su progetto di A. Arrigoni, i lavori si protraggono fino al gennaio del 1700, anno in cui viene consacrata la chiesa di San Michele -sempre dello stesso Arrigoni e oggi sconsacrata- ai Nuovi Sepolcri. Il porticato a segmenti d'arco in mattone a vista è completato nel 1732.

L’edificio - chiamato dai milanesi Rotonda della Besana - presenta una forma singolare, a portico con la chiesa al centro. Sotto il pavimento del portico si estendono profonde cripte destinate ai morti dell'ospedale, che in mezzo secolo raggiungono i 150.000. Dopo il 1814 il porticato viene via via adibito a magazzino, a deposito, a luogo di raccolta delle merci infette. Nel 1848 il complesso è occupato dall'autorità militare ed il porticato convertito in scuderia, mediante la chiusura degli archi interni.

Solo nel 1858 l'Ospedale ne rientra in possesso e lo converte dapprima in cronicario, poi in reparto d'isolamento per malattie contagiose, e infine in lavanderia. Per un periodo, l’edificio viene anche usato come deposito dei ritratti dei benefattori della Ca' Granda. Nel 1940, dopo anni d’abbandono, la Rotonda è ceduta al Comune il quale la restaura e destina gli spazi aperti a parco pubblico, mentre la chiesa diventa un centro permanente di manifestazioni culturali ed artistiche. Numerosissime le mostre ospitate in questa sede a partire dalla fine degli anni '60. L'importanza degli artisti esposti e la diversificazione dei generi - pittura, scultura, grafica, disegno, fotografia, architettura, fumetto, videoarte e design - hanno fatto della Rotonda uno dei punti di riferimento della cultura visiva milanese.