Edimbugo, riflessioni fotografiche

Online la selezione di fotografie scattate ad Edimburgo.

Città bizzarra la capitale della Scozia. Fredda ma allo stesso tempo accogliente. Umida, tetra, dannatamente attraente. Bastano pochi giorni per visitarne il centro. Basta un ora per capire che tutto qui è scandito dal sole.

"Volete visitare il mio paese in una giornata? E per di più in pieno inverno? Voi dovete essere pazzi"

Erano le sette del mattino di un giorno di gennaio. Il cielo ancora cupo non lasciava intravedere alcuna traccia di un alba lontana come la luna. Eppure eravamo li, pochi impavidi turisti, provenienti dai più disparati paesi del globo. Fermi e in ascolto sintonizzati sulle parole della nostra guida, seduti su un pulmino ancora fermo sotto la guglie tristi e consunte dell'High Kirk of Edimburgh. Sarebbe stato l'inizio di un viaggio massacrante, durato una giornata intera. Un assaggio delle highlands di neanche dieci ore. Il primo assaggio low cost di una futura spedizione, ma questa sarà un altra storia.

Edimburgo, città controversa. La glacialità inglese che si ferma giusto poco più in giù della Scozia qui non la fa da padrone, perchè ammettiamolo gli scozzesi non sono inglesi. Non si commetta l'errore di mischiarne i modi. Sono due mondi separati e distanti per le vicende storiche che li hanno visti protagonisti. Sempre disponibili, sorridenti, pronti ad aiutare. E anche a farsi fotografare. E a farti fotografare dandoti la massima disponibilità. Cito qualche esempio.


Castello di Edimburgo. Ore 13.00
Dai bastioni del maniero dal 1861 un colpo di cannone fornirà l'ora esatta alle navi del porto. L'ufficiale addetto all'operazione si prepara. Il colpo parte accompagnato dal boato spaventato dalla folla, che forse si aspettava un semplice PUFF... Terminate le operazioni mi avvicino all'anziano ufficiale. Con deferenza chiedo un primo piano, e questo accetta, e con marzialità posa per me sotto la pioggia battente. Ringrazio altrettanto marzialmente. Poi , mentre mi allontano un altro turista lo avvicina, e si fa fotografare abbracciandolo letteralmente. Sorrido per l'approccio del primo e la pazienza dimostrata dal secondo.

 


 

Nelle strade della città è un via vai di persone. Tra cappotti scuri e ombrelli brillano come fanali nella notte le pettorine catarifrangenti della polizia. Ci provo. Male che vada verrò rimbalzato."Mi scusi ufficiale, potrei gentilmente chiedere se posso fotograre un vero poliziotto scozzese?". Mi sorride e mi lascia fare. Laddove in Italia probabilmente sarei stato guardato malissimo e ricoperto di domande senza poi ottenere ciò che desideravo, qui c'è una disponibilità fuori dal comune.

 


 

National Library of Scotland
Una delle più rinomate biblioteche del paese. Entro, mi avvicino ai varchi della security e chiedo, con gentilezza, sempre. Senza autorizzazione non è possibile. Tante volte l'ho sentita quella frase, e fatto un passo indietro sto per voltare le spalle quando mi sento dire "Aspetti, stiamo chiamando su per farle fare un permesso temporaneo". Stupefacente. Senza parole.

 


 

Rosslyn Chapel
La rinomata cappella è divenuta famosa grazie allo scrittore Dawn Brown e al suo romanzo più famoso, il Codice da Vinci. Qui è infatti ambientata l'ultima parte del libro e dell'omonimo film.  Secondo la leggenda la cappella  è il luogo in cui sarebbe nascosto il Santo Graal.  Prima di partire mi ero informato precedentemente sul sito in questione e sulle sue regole interne. Le fotografie all'interno dell'edificio erano assolutamente vietate. Per questo nei mesi precedenti avevo inviato un email chiedendo i permessi. Non ricevetti ahimè alcuna risposta. In ogni caso decisi di visitarla ugualmente.

Arrivato sul posto i divieti era confermati. Nessuno scatto interno. Rinunciai, ma non del tutto. Parlando della cappella con una guida all'interno, gli raccontai la vicenda, dell'email e della mancata risposta. Questa con una gentilezza disarmante appena udito il mio resoconto si prese a cuore la vicenda, soprattutto perchè 'non avevo ricevuto risposta', fatto di per se intollerabile per la loro mentalità.  Pochi minuti dopo mi trovato all'esterno della cappella sotto il sole stretto in colloquio con il direttore del sito religioso. Raccontai ancora una volta la vicenda.  Mi chiese se sarei potuto tornare verso l'ora di chiusura nel pomeriggio. E così feci. Sulle ultime luci del giorno, tornai a Rosslyn, armato di cavalletto questa volta. Arrivammo all'ingresso chiuso insieme ad un gruppo di argentini. Feci spuntare il mio bel faccione dalla porta e mi riconobbero facendomi entrare sotto gli occhi increduli degli altri visitatori che furono 'rimbalzati'.

Avanzammo nell'oscurità fino alla cappella. Una chiave girò in una serratura vecchia e consumate e la porta si aprì cigolando. Vennero accese grandi luci e la cappella era li, eterna e meravigliosa sotto i nostri occhi "Restate tutto il tempo che desiderate. Quando avete terminato, ricordatevi di chiudere la porta". Restammo soli, immersi in quel luogo magico e misterioso. Questo sarebbe potuto accadere in Italia?

 


 

 

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