Concorso fotografico o donazione gratuita?

Chi scrive è un grande fan dalla Nation Geographic Society, sia per quel che riguarda la società in se, sia di tutte le altre attività ad esse correlate, in primis il mensile. Anche nel 2011 come da alcuni anni a questa parte il magazine lancia il suo classico concorso fotografico.
 
 
Una grande occasione per ogni fotografo che vuole provare a cimentarsi nelle 4 categorie proposte. Sicuramente è un occasione, ma forse più per il magazine/editore che per noi fotografi/lettori.
 
 
Vediamo perché.
 
 
Il regolamento è chiaro:

Bisogna scegliere un massimo di sei fotografie da distribuire nelle tre categorie (Persone, Natura, Luoghi) se Senior, o a tema libero (foto di persone escluse) se Junior ed inviarle con il coupon a mezzo posta.

E qui viene il bello: Si accettano solo stampe, a colori o in bianco e nero. Le stampe non saranno restituite.
E soprattutto cediamo completamente ogni diritto dell’immagine.


Partecipando al Concorso, l’autore di ciascuna fotografia concede, a titolo gratuito, a L’Espresso, alle società controllate e/o collegate al Gruppo Editoriale L’Espresso S.p.A. e alla National Geographic Society il diritto di pubblicare le immagini inviate su National Geographic magazine, sia edito in lingua italiana sia in altre lingue, su tutte le testate e i siti internet di proprietà di società facenti parte del Gruppo Espresso, sugli stampati inerenti la premiazione, su supporti informatici o per esposizioni promozionali del Concorso stesso, nonché in occasione di mostre o eventi nazionali e internazionali promossi da National Geographic Society ovvero con il suo patrocinio e/o partecipazione, con l’unico onere di citare ogni volta l’autore delle fotografie. La cessione qui regolata è a titolo gratuito anche in considerazione dell’effetto promozionale che ricadrà sulle fotografie inviate e sull’autore delle stesse.

Ora facciamo due conti basandoci sulla tiratura della magazine, dati non recenti ma comunque validi considerando che il valore non dovrebbe essere cambiato molto. La tiratura del magazine stando ai dati del 2007 è attorno alle 150mila unità. Di queste possiamo stimare che 100mila vengano vendute. Su 100mila acquirenti ipotizziamo che partecipino un quarto dei lettori. A 6 fotografie a partecipante sono qualcosa come 150.000 fotografie. Centocinquantamila stampe.

 Ora vediamo il montepremi, valore totale: 1776€
Categoria Senior: n. 3 (tre) macchine fotografiche digitali Samsung NX 100, del valore di €499,00 cad. IVA esclusa.
Categoria Junior: n. 1 (un) premio per la 1 categoria Junior consistente in n. 1 macchina fotografica Samsung Dal Display ST 700 del valore di € 279,00 IVA esclusa.

 
Ricapitoliamo quale sarà il costo per l’acquisizione dei diritti di sfruttamento di queste immagini.

1776€ diviso 150.000 foto ricevute = 0,01184€ a fotografia, per di più già stampate!
Davvero un affare non c’è che dire se fosse davvero così.

 
E' solo una supposizione, prendiamo dati reali, quelli del 2010. Quando arrivarono 15.000 immagini. Siamo a 0,1184€ a fotografia. Meno ancora del costo di stampa. La rivista pubblica ottimi articoli a sfondo ecologico, riduzione delle emissioni e dei consumi e poi creare questa sorta di  mostro che viaggerà tramite posta. Una foresta di carta tra buste e fotocopie dei coupon da rabbrividire. E' davvero così necessario stampare le fotografie?

 
I giurati non possono guardarle tramite pc? Evidentemente no. Il motivo forse è un altro.

Il concorso sarà un sistema infallibile per ricevere "belle e pronte" migliaia, anzi decine di migliaia di fotografie già stampate, giunte ad arricchire un archivio fotografico senza più il nostro nome. Diverrano tutte del gruppo l'Espresso e nessuno potrà farci nulla.
 
Molti diranno, alcune foto non saranno belle e meritevoli. Ovviamente, ma la National Geographic non propone fotografie belle modello flickr da 1000 commenti. Sempre più spesso vediamo foto che ritraggono scene di vita assolutamente normali scattate in un l’epoca passata. Ci meravigliamo e rimaniamo stupefatti di fronte ad immagini semplici vecchie anche solo di due lustri prima. Ebbene la stessa fotografia di una scena quotidiana di oggi ci  apparirà esattamente strana ed affascinante anche tra cinquant’anni, quando noi, non ci saremo forse più, e i nostri figli e nipoti ci guarderanno straniti sulle pagine dello stesso magazine.
SdR Milano - View my most interesting photos on Flickriver