Fotografo a cavallo

A volte bastano solamente pochi giorni per scoprire mondi lontani ben più di cinque ore d'auto. Se poi con la stesso animo si scopre che fare pochi chilometri tra sentieri, boschi rovi e torrenti sia pari ad un viaggio indietro nel tempo, allora vale la pena viverli questi pochi giorni con animo spensierato nonostante le avversità iniziali che possono scoraggiare i viaggiatori più incalliti.

Il perno di queste emozioni, vero live motive trainante in tutti sensi, è stato l'animale simbolo per antonomasia di viaggi e libertà: il Cavallo.


Non ho mai trascorso una vacanza a cavallo vera e propria. Ho avuto modo di saggiare l'arte equestre qua e là lungo la penisola o montando qualche cammello in Marocco ma nulla di davvero intenso. Armi e bagagli sono quindi partito per la Toscana, direzione Monte Penna, presso una delle migliori strutture che il paese possa vantare.


Cavalcare e fotografare. Un connubio che trova negli arcieri a cavallo il giusto paragone, ci ho pensato più volte in quei momenti.


Dopo gli iniziali affanni dovuti ad una forma fisica non proprio eccezionale, il ritmo a cavallo si trova facilmente, grazie soprattutto all'ottimo addestramento che gli animali vantano. Scattare fotografie da cavallo invece si è dimostrato più impegnativo. Non per la difficoltà nel mantenere un corretto assetto, già compensato dai cavalli stessi, ma poichè trascorrendo la maggior parte del tempo in sella, ed essendo necessario rimanere in colonna, la composizione è quasi sempre obbligata, davanti infatti avremo quasi sempre un altro cavaliere.


Ecco che però in soccorso può giungerci la luce, da sfruttare per silouette ed altre composizioni più o meno particolari, oppure l'evento inatteso da sfruttare al meglio delle nostre possibilità. Inoltre tenuto presente il perpetuo movimento è consigliato impostare un numero di iso più alto del normale, 400 è un buon valore, impostando un calcolo dell'esposizione spot per ottenere un controllo molto preciso sulla luce.


Come ottica posso consigliare una lunghezza focale pari a 24-70, ottimo compromesso tra grandangolo e medio tele. Inoltre più l'apertura è grande più la profondità di campo diminuisce, permettendoci di giocare con lo sfocato in modo efficace, cercando di ottenere gradevoli effetti.


A piedi la situazione cambia decisamente, è quasi superfluo citare come le foto certamente più accattivanti le ho scattate in questa condizione, con un tele, e  nelle ore migliori della giornata, alba e tramonto. Eppure probabilmente le immagini più intense, le più cariche di emozioni sono quelle che ho scattato all'interno di una pineta dove il nostro gruppo di quadrupedi si è scontrato con un gregge di pecore. Un movimento sbagliato e le pecore sono partite come impazzite disperdendosi tra i pini; eppure il momento in cui il pastore e la nostra guida si confrontano su come recuperare la situazione è rimasto immortalato per sempre.

 

 

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