Grüß Gott Sud Tirol


Alto Adige.  Una regione che abbiamo sentita nominare così tante volte da non sapere neppure dove si trovi forse.

Si, quasi tutti sanno che è lì, da qualche parte incastonata tra Veneto e Lombardia vicino l'Austria su per giù. Laddove tutti sono concordi è nel lamentarsi della lingua e della sua popolazione. Troppi tedeschi. Vero vero, troppi tedeschi senza dubbio, lingua incomprensibile, molta circospezione, poca affabilità da parte di questa popolazione.

In realtà le cose sono molto differenti da quanto si possa pensare e vedere, con le dovute e rare eccezioni.
Prima di tutto occorre un bagno di sana umiltà. Dacchè se ne possa dire non è bene considero questa regione parte d'Italia. Va considerata una zona franca, strappata, rubata, ceduta dall'Impero Austro-Ungarico alla nostra Italietta meno di un secolo fa. Senza tediare eventuali lettori riguardo la storia che ha portato a questo, tanto da dover risalire al buon Napoleone, invito ad effettuare un lavoro esclusivamente di riflessione.
 

Un proprietario di cavalli cura il suo animale al termine di una faticosa giornata di lavoro invernale sull'Altipiano di Siusi.
 
Immaginiamo una popolazione forte, fiera delle proprie tradizioni, indipendente com'era dai tempi del Sacro Romano Impero. Che un giorno come fosse un pacchetto viene ceduta terre e gente al nostro paese ai "bei tempi" del ventennio fascista. Deportazione di massa degli autoctoni, e impianto artificiale di contadini italiani. Non so perchè ma mi ricorda tanto la politica espansionistica di Israele, tutt'altro che pacifica. Conoscendo poi i metodi poco sbrigativi delle vecchie camicie nere posso immaginare il sentimento di malanimo e risentimento che questo popolo nutre nei confronti della cessione della loro terra.
 

Florian, tirolese da generazioni, si prepara ad affrontare la messa del primo dell'anno indossando l'abito tradizionale.
 
Comprensibilissimo e giustificata quindi la difficoltà che possono crearsi nel confrontarsi con gli usurpatori della loro libertà, anche se solamente eredi di questa. Prima di arrecare giudizi, bisogna conoscere il passato delle cose, capire cosa si cela dietro un certo tipo di comportamento. Più volte mi sono immaginato abitante di una parte del mio paese, in cui un bel giorno mi vengono a dire, Egregio Signore da oggi questa non è più Italia, molti di voi se ne dovranno andare, lasciando case in cui generazioni della stessa famiglia sono cresciute, dalla cui terra con fatica è stato tratto il frutto della terra con cui vivere. E per quei pochi che sarebbero restati come si sarebbe mai  potuto chiedere loro di abbracciare coloro che avrebbero preso il posto di amici e parenti? Diamoci un bacetto e ricominciamo daccapo? No davvero.

Nel 1946 in Alto Adige furono raccolte oltre 155.000 per ottenere l'annessione all'Austria, ovviamente prontamente respinte. A seguito di nuove trattative tra Italia e Austria data l'importanza della lingua di appartenenza presente nella regione (italiano, tedesco, ladino) venne istituita la regola nell'attribuzione di pubblici impieghi che impiegati e funzionari debbano essere bilungui. La strada è il compromesso. Pillola e amara, quasi sempre da inghiottire senza zucchero.
 

Un contandino in val di Fundres lavora sotto il sole di mezzogiorno ad agosto. Per lui non esistono nè ferie nè vacanze.
 
Come sempre è il debole a pagare. Fortuna vuole che esistano persone capaci di andare oltre, di lasciarsi uno scomodo passato alle spalle e di continuare a vivere in pace e con serenità nonostante la ferita sia ancora lì bella aperta. E non bisogna rimanere stupiti di fronte all'ordine, alla calma, alla tranquillità di questa regione. Italia ma non italiana. Perchè si ha davvero la sensazione di essere in un altro paese, con un altro stile di vita, che da turista con profondo spirito d'osservazione non posso che invidiare. Bisogna capirlo il Sud Tirol, frequentarlo, viverlo.
 

Un giovane contadino tirolese sorride ai mercatini di Bolzano che richiamano migliaia di turisti da ogni parte del nord Italia.
 
Quando vedevo torme di italiani , comportarsi come un brando di primati, che si odono schiamazzare da decine e decine di metri riconoscendone l'appartenenza regionale soprattutto dagli accenti più o meno marcati provenienti ahimè quasi sempre dl sud, nonostante di origini sia da lì anch'io proveniente, non potevo fare a meno di provare un senso di rimarchevole disagio.

Abbiamo tanto da imparare dagli altri, quando crediamo in realtà di essere i più brillanti, spiritosi, simpatici.
 
 
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