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Castello di Soncino PDF Stampa E-mail
Venerdì 30 Gennaio 2009 08:00

Il Castello da sempre suscita negli osservatori un senso di imponenza  e magia, retaggio dei tanti film visti e rivisti su cavalieri, dame e re.

E sempre, nonostante le sue mura, le sue torri e i suoi merletti sembrino fissi e immutabili nel tempo, sono tuttivia ancora parte del mondo in cui viviamo. Molti ne sono andati perduti nel corso dei secoli, distrutti durante aspre battaglie o semplicemente abbandonati, corrosi e sgretolatesi dall'incedere del tempo. Alcuni però sopravvivono. Tutt'ora godendo di una seconda giovinezza. 

E' il caso del castello di Soncino, un piccolo gioiellino che si è conservato in uno stato di forma tale percui persino un film vi ci fu ambientato.

 Il paese di Soncino si trova in provincia di Cremona a 40 Km da Bergamo (SS n.498), a 35 Km da Brescia (SS n.235), a 60 Km da Milano (SS n.415) e a 35 Km da Cremona (SS n.498).

L'ho visitato in un giorno particolarmente afoso dell'estate 2008, rimanendo sorpreso da quanto fosse immerso nel paese e di come ciò non meravigliasse più di tanto i suoi concittadini, probabilmente abituati da tempo a vivere con una simile bellezza di cui forse però hanno perso il gusto della vista.

 Non ho trovato difficoltà di parcheggio, probabilmente grazie al periodo. Ho lasciato l'auto in una via adiacente una cascina, con tanto di mulino ad acqua. Visibile in parte dal parchetto presente ai piedi del castello, per fotografarlo ho inserito faticosamente l'obiettivo attraverso un pertugio della porta. Dal parchetto dopo pochi secondi si inzia a godere di una bellissima vista sul castello, sulle sue torri, e su parte delle sue mura esterne ormai ridotte un po' all'osso.

Avvicinandosi si arriva alla base stessa della struttura, e percorrere agevolmente quello che secoli prima era il gran fossato. 

Arrivata l'ora dell'apertura l'incaricata della Pro Loco mi apre le porte  castello. Il silenzio è totale.

Le mura ti guardano, poi ti accorgi che sono gli ultimi abitanti del maniero ad osservare i nuovi arrivati. Colonie di piccioni, che da secoli sono i guardiani e gli occhi del castello.

All'interno salgo subito verso le mura che sono percorribili, c'è una scala che passa sopra le vecchie scuderie. Da qui si gode una discreta vista sulle campagne tutt'attorno e sul cortile interno. L'interno è visitabile così come le abitazioni, scarne e fredde ai miei occhi, ma c'è da immaginarsele riccamente addobbate e con una calda luce proveniente dal camino a riscaldare l'aria.

E' possibile visitare anche la parte più tetra e buia, quella sotterranea, un esperienza da vivere specie se sie è da soli nel silenzio. Un passo quasi indietro nel tempo.

 Il castello è abbondantemente visitabile in un oretta. Io vi ho dedicato tutta la mattina, fermandomi a scattare decine di fotografie, e accampandomi a leggere ai piedi del pozzo la cui ombra dava un po' di respiro.

 Per ulteriori e più approfondite informazione sito web Pro Loco Soncino